[Victoria]
Avevo la giornata libera e, dopo aver aiutato la zia con i lavori domestici, mi avviai verso la Quinta Avenue dove passeggiai, osservando con la bava alla bocca le vetrine dei negozi più costosi della città.
Entrai da Louis Vuitton e mi misi ad osservare non solo le celebri borse, ma anche le commesse, per tentare di indovinare chi, tra loro, potesse essere stata un’ex fiamma di David; giusto per curiosità, attirai l’attenzione di un’impiegata mingherlina e bionda e le indicai una borsa piccolissima che si trovava sullo scaffale sopra la sua testa.
«Scusa, puoi dirmi quanto costa quella?»
Lei mi guardò con disgusto e rispose malamente:
«Duemila dollari.»
«Ah. Grazie.»
Avvampai ed uscii il più in fretta possibile, sentendomi una cretina ma non comprendendo il perché.
Cosa c’era di male nel chiedere il prezzo di una merce?
Molto probabilmente quella commessa mi avrebbe mangiata viva se avessi definito quella borsa “mercanzia” in sua presenza; dovevo ammettere che anch’io, dopo il mio trasferimento nella Grande Mela, avevo acquisito una certa fissazione per il look, ma speravo di non raggiungere mai certi livelli e di non fare della moda una religione.
Mi consolai sperando malignamente che quella fosse la commessa che aveva avuto una relazione con David e convincendomi di avere un carattere migliore del suo.